Mobbing
Cosa è il mobbing?
”Una serie di atti o fatti manifestatamente indesiderati che assumono le caratteristiche di una intenzionale e sistematica forma di videnza psicologica penetrata nell'ambiente di lavoro, per almeno sei mesi, con l'obbiettivo di danneggiar, attraverso atti o comportamenti illegittimi, il dipendente o il collega". (Gruppo di lavoro Mobbing, Ministero del lavoro, Marzo 2001).
Allo stato attuale comunque si ha una strana convergenza su una definizione condivisa a causa della continua evoluzione della ricerca sul mobbing, sia della complessità del fanomeno stesso.
I tratti comuni delle definizioni italiane ed estere sono che il mobbing è:
- un atto violento
- condotto al livello psicologico
- ripetuto nel tempo
- finalizzato
- che produce danni
Il mobbing non è un atto istantaneo, ma un processo, a volte lungo, che si compone di diversi momenti con episodi di intensità e gravità notevole.
Le conseguenze delle persecuzioni psicologiche si presentano su 3 diversi livelli:
- il danno alla salute della vittima;
- il danno che grava sulle aziende;
- il danno sociale;
Come è già stato evidenziato dagli psichiatri e dagli psicologi clinici che si sono occupati di vittime di mobbing, i danni sono molto seri.
Nel processo di mobbing sono state distinte diverse fasi, ognuna della quali ha conseguenze sull’equilibrio psicofisico della persona che subisce la violenza.
Il danno dipende naturalmente anche da altre variabili, maggiormente correlate alla vittima: la sua storia medica, il suo stato di salute e di equilibrio psicologico nel momento in cui il processo nasce e poi ti consolida, le su capacità di coping (cioè di reazione, legata alle risorse personali, relazionali e culturali della vittima stessa). Altri aspetti importanti sono: la tipologia del lavoro svolto, il peso e l’importanza che riveste il lavoro per la vittima, i rapporti con i colleghi, il livello di solidarietà ricevuta o l’eventuale incomprensione, e così via. E’ difficile, date le numerose varianti e i possibili incroci tra loro, indicare un livello standard di danno relativamente leggero, momentaneo e sperabile, a un danno grave o gravissimo che rimane permanentemente dentro la vittima.
”Una serie di atti o fatti manifestatamente indesiderati che assumono le caratteristiche di una intenzionale e sistematica forma di videnza psicologica penetrata nell'ambiente di lavoro, per almeno sei mesi, con l'obbiettivo di danneggiar, attraverso atti o comportamenti illegittimi, il dipendente o il collega". (Gruppo di lavoro Mobbing, Ministero del lavoro, Marzo 2001).
Allo stato attuale comunque si ha una strana convergenza su una definizione condivisa a causa della continua evoluzione della ricerca sul mobbing, sia della complessità del fanomeno stesso.
I tratti comuni delle definizioni italiane ed estere sono che il mobbing è:
Ø un atto violento
Ø condotto al livello psicologico
Ø ripetuto nel tempo
Ø finalizzato
Ø che produce danni
Il mobbing non è un atto istantaneo, ma un processo, a volte lungo, che si compone di diversi momenti con episodi di intensità e gravità notevole.
Le conseguenze delle persecuzioni psicologiche si presentano su 3 diversi livelli:
il danno alla salute della vittima;
il danno che grava sulle aziende;
il danno sociale;
Come è già stato evidenziato dagli psichiatri e dagli psicologi clinici che si sono occupati di vittime di mobbing, i danni sono molto seri.
Nel processo di mobbing sono state distinte diverse fasi, ognuna della quali ha conseguenze sull’equilibrio psicofisico della persona che subisce la violenza.
Il danno dipende naturalmente anche da altre variabili, maggiormente correlate alla vittima: la sua storia medica, il suo stato di salute e di equilibrio psicologico nel momento in cui il processo nasce e poi ti consolida, le su capacità di coping (cioè di reazione, legata alle risorse personali, relazionali e culturali della vittima stessa). Altri aspetti importanti sono: la tipologia del lavoro svolto, il peso e l’importanza che riveste il lavoro per la vittima, i rapporti con i colleghi, il livello di solidarietà ricevuta o l’eventuale incomprensione, e così via. E’ difficile, date le numerose varianti e i possibili incroci tra loro, indicare un livello standard di danno relativamente leggero, momentaneo e sperabile, a un danno grave o gravissimo che rimane permanentemente dentro la vittima.
